Attacco della natura

Siamo partiti dal lago saint-croix per raggiungere una meta

che per noi aveva dell’incredibile, scoperta così per caso che ci sembrava quasi destino. Decidiamo di raggiungere quindi il Colorado Provencale, dalle foto ci sembrava molto simile al Colorado degli USA.

Arriviamo quindi nel paesino di Roussillon arroccato tra rocce sfumate di rosso, Park for night, applicazione che spesso usiamo per trovare posticini carini gratuiti dove dormire, ci segnala un parcheggio sotto a delle maestose betulle vicino a dei vigneti dove poter passare tranquillamente la notte, così decidiamo di fermarci.

Ci sistemiamo, facciamo una rilassante doccia e iniziamo a preparare la cena.

Passano pochi secondi che io inizio a sentire sopra la nostra testa un forte ronzio, non riuscivo a vedere cosa fosse ma ero sicura che qualcosa c’era. 

Pochi istanti più tardi, dopo aver cenato, io e Tobia alla luce di una lanterna ci stavamo rilassando godendoci un po’ di pace in quel silenzio assoluto. Ed è lì che tutto accadde.

Nella nostra amata lanterna sentiamo dei forti botti e ci accorgiamo che quel ronzio che avevo sentito all’inizio era reale e una dozzina di calabroni ci stava ronzando proprio sopra la testa.

Sistemiamo tutto e ci chiudiamo dentro il Van per lavare le ultime cose e poi dormire, protetti dalla nostra amata casa a quattro ruote.

Ed invece, così proprio non è stato. Mi siedo sul nostro divano e inizio a sentire molti pungiglioni nelle “chiappe”. Tobia controlla immediatamente e notiamo che il van è stato invaso da una colonia di formichine rosse. 

Quindi all’esterno calabroni e dentro formiche rosse. Non sapevamo cosa fare.

Controlliamo che il portone sia chiuso per bene ed accendiamo una luce per iniziare a sbarazzarci delle formiche. Un tonfo sulla finestra davanti, un tonfo sul portellone, un tonfo sul tetto. I calabroni stavano cercando di entrare attirati dalla luce. Insieme guardiamo il retro del van, a rallentatore, come in un film dell’orrore, notando con nostra incredulità che avevamo lasciato il bagagliaio aperto e proprio in quel momento tre o quattro calabroni imboccano l’entrata del nostro Van.

Subito spegniamo tutto, ci lanciamo fuori uno con l’altro e scappiamo scalzi in mezzo al prato.

Alla fine riusciamo a chiudere tutto, questa volta per davvero, partire con il Van alla ricerca di una nuova destinazione dove poter dormire serenamente senza pensieri.

Quella serata non ce la dimenticheremo mai. E quelle sensazioni di incredulità e paura saranno impresse nella nostra mente. 

Ora ci ridiamo su, ma fidatevi che quella sera c’era poco da ridere.

ERIKA FACCIN
viaggiatrice

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