la società ci condiziona?

Molte persone ci chiedono se l’aver mollato un lavoro fosse la nostra più grande difficoltà, la risposta è no.
La difficoltà più grande è quella di riuscire ad evadere completamente dalla società.

Noi non ce ne rendiamo conto, non lo sappiamo davvero ma la società che ci circonda ci condiziona in tutto.

Se vedi i brand o gli influencer che sponsorizzano un prodotto a cui nemmeno credono e subito dopo diventa conosciuto come le patatine fritte del Mc Donald, che può passare da un mascara a un panino vegano.

La società cambia la tua personalità.

E non parliamo di comprare prodotti di marca o il cellulare di tendenza non tanto perché è indispensabile nella tua vita e nemmeno perché è una cosa che ami o che ti piace, ma solo per tendenza e per avere il consenso in questo meccanismo.

Prima di questa partenza non me ne rendevo conto però anche io ero completamente immersa nel pensiero comune di dover mostrare agli altri quanto si ha o quanto importanti si è.

E mi rendevo conto che nulla facevo realmente per me, vivere in un van ti apre gli occhi al concetto del minimalismo, a tenere solo quello di cui hai vera necessità.

Una cosa non credevo possibile, una cosa ancora adesso mi sembra strana, il trucco.

Mi truccavo perché era strano non farlo, mi truccavo per nascondere le occhiaie di una vita che non sentivo mia, per ravvivare uno sguardo spento, ora non ce n’è più bisogno.

Facevo la piega ai capelli più volte al giorno per trovare la perfezione, e coloravo, tagliavo senza realmente apprezzare quello che avevo al naturale.

Compravo vestiti firmati perché credevo di amare quei prodotti e che quei 50 euro in più fossero solo e solamente per la qualità.

Avevo un telefono costoso che sapevo usare solo per 1/5 delle sue funzionalità.

E poi avevo un odio verso il mio fisico, verso la bilancia, verso lo specchio.

Molti ragazzi vengono condizionati dalla società e dall’avere costantemente un certo peso sulla bilancia tanto dal non accettare MAI il proprio corpo.

Se io ti dicessi: Non apprezzarti, non avere autostima, non sentirti forte! Crediti una nullità così da poter manovrarti a piacimento. Dimagrisci, mangia poco, accendi in te il dismorfismo, litiga con tutti, odia chi cerca solo di aiutarti, spegniti. (scrivo queste parole perché ci sono passata)

Mi ascolteresti? No vero?

La cosa strana era che nuda e cruda guardandomi allo specchio, senza ricami intorno non mi riconoscevo, ridicolo vero?

Ora guardati allo specchio, spogliati, struccati, lavati. Cosa vedi? Te o uno sconosciuto?

Inizio a rendermi conto ora solo dopo un mese dalla mia lontananza da questa società che la bellezza è essere quella che sei per davvero, non ripeterlo solo per autoconvinzione.

Io ora mi sento bella, me stessa.

Struccata, vestiti di seconda mano, qualche kilo in più, ciabatte ai piedi e un sorriso sul volto.

ERIKA FACCIN
viaggiatrice

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